CASSANDRA. La parola, la guerra, l’amore.

cassandra1Voglio restare testimone, anche quando non esisterà più un solo essere umano che mi chieda di
rendere testimonianza
. (Cassandra. C.Wolf)

Temi  universali  come  la  guerra,  l’amore,  l’inganno  politico,  la  morte,  la  condizione  di  prigionia
vengono attraversati in questo racconto senza tempo a quattro voci (in movimento e musica), con
delicatezza e passione, lucidità e poesia
Come solo una veggente non creduta può fare.

(Laura Fatini)

Una scrittura scenica dove ampio spazio viene dato a musica, movimento, suono e voce, tensione e narrazione. Un monologo che si trasforma in racconto a quattro voci, in cui le protagoniste si fanno corpo e teatro degli eventi.
Cassandra, la figlia del re di Troia Priamo è una veggente. Sorella degli eroi combattenti Ettore e Troilo, ma anche sorella di Paride che con il rapimento di Elena dette inizio alla guerra, e di Eleno sacerdote e portavoce del tempio, fu condotta a Micene da Agamennone che la ottenne come schiava e prigioniera alla fine della lunga guerra di Troia.
Il testo originale della Wolf (una sorta di transfer fra autrice e personaggio) è ricco di spunti di riflessione sulla contemporaneità storica dell’autrice, dalla contrapposizione dei blocchi europei prima della fine della guerra fredda e della caduta del muro di Berlino, passando per il femminismo e le tematiche di identità e estraneità della fine degli anni settanta.

Liberamente tratto da Christa Wolf
elaborazione drammaturgica di Laura Fatini
con Martina Guideri, Elisa Bartoli, Rita Ceccarelli, Simona Parravicini
regia/movimento Collettivo Ensarte
elaborazioni musicali originali Ettore Bonafé  
Disegno luci
Andrea Guideri
comunicazione e promozione Mariapiera Forgione

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